Eccolo il libro delle
vacanze, letto tutto d'un fiato un pomeriggio. No,
non sono stata io a proporlo, l'ultimo di Gianrico. Ma sono stata
felice sia stato proposto, naturalmente. Scoprire poi Poison
mi ha fatto sorridere. Eccolo
nella foto. Direte: facile casualità per una donna. Non per me, che
non amo né uso profumi.
Ed
ora la recensione.
A Bari, sul finire degli
anni '80, viene sgozzato un uomo. La testimonianza di un'anziana
signora, curiosa e paranoica, si rivela un colpo di fortuna per
l'indagine. Eppure il maresciallo dei carabinieri Pietro Fenoglio
sente qualcosa fuori posto. È poi questa la dote di uno sbirro,
andare alla ricerca delle discontinuità, delle note dissonanti.
Percepire quello che agli altri sfugge. Con la vista, certo. Ma anche
udito, tatto. Olfatto. E allora Poison di Dior diventa
un'ottima intuizione.
Difficile trovare uno
stile così, pulito, bello. La parola curata. Le citazioni al posto
giusto. Il buon gusto musicale. L'amore per i libri. Chi ha già
letto le precedenti vicende dell'avvocato Guerrieri lo riconosce
subito. Più carico di malinconia, forse, come suggerisce la
copertina. Dono dell'età dell'autore, ma anche del nuovo
personaggio. No, non è un errore. C'è anche Guerrieri. E' poco più
che un ragazzo e ha cominciato la professione da pochi anni. Lui e il
maresciallo si sono riconosciuti subito.
