Non andare cercando quale sorte il destino ha assegnato a me, a te; non consultare i maghi d'Oriente. E' meglio - vedi - non sapere; è meglio sopportare quello che verrà. Forse molti anni ancora stanno davanti a noi; forse questo inverno, che le onde del tirreno fiacca su la scogliera, è l'ultimo. Ma tu ragiona, vivi felice, e, poiché breve è la nostra vicenda, non inseguire i sogni di un futuro lontano. Ecco, mentre noi parliamo, il tempo invidioso se ne va. Cogli questo giorno che fugge, e non fidarti mai del domani.
(da Orazio, Odi, I, II)

martedì 22 febbraio 2011

Il Silenzio del Trombone di Guido Leotta

Tutto qua, recita la dedica sulla mia copia. Ma non è tutto qua. La vita non è una frase monca. Anche quando siamo in tanti, ombre nell’ombra. Quando la parola è contraffatta perché un traduttore pazzo usa dei sostantivi diversi per un uguale silenzio e qualcun altro svilisce il sentimento ché ha un solo zero in fondo. Quando i senzadio perseverano nel peccato e nell’impotenza del padre assolutore. O quando il lavoro non piace e nessuno si accorge di un’assenza. E neanche quando infreddoliti accendinisti si sfregiano per questioni di spazio e quote di mercato. Anche quando il rimpianto è di qualcosa neanche mai sfiorato e una fetta di cocomero basta per dissetare l’arsura del cuore. La vita non è una frase monca, no. Persino se la cravattona indossata pende verso la trave maestra, in direzione sbagliata. Non è monca perché presi da soli abbiamo dei nomi normali ma insieme ad altri possono formare un’anima.
Le note non muoiono mai, al massimo suonate sbagliate o restate silenziose nella campana del trombone.

1 commento:

  1. L' antipasto Un inverno dispari della coppia Foschi & Leotta e il tuo articolo mi obbligano ad "assaggiare" questo libro scritto da Guido Leotta dal titolo curioso.

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