Non andare cercando quale sorte il destino ha assegnato a me, a te; non consultare i maghi d'Oriente. E' meglio - vedi - non sapere; è meglio sopportare quello che verrà. Forse molti anni ancora stanno davanti a noi; forse questo inverno, che le onde del tirreno fiacca su la scogliera, è l'ultimo. Ma tu ragiona, vivi felice, e, poiché breve è la nostra vicenda, non inseguire i sogni di un futuro lontano. Ecco, mentre noi parliamo, il tempo invidioso se ne va. Cogli questo giorno che fugge, e non fidarti mai del domani.
(da Orazio, Odi, I, II)

mercoledì 26 ottobre 2011

Settanta acrilico trenta lana, lavaggio con capi simili

Una delle regole di un buon lavaggio è che si lavi il cotone con il cotone, la lana con la lana, i misti sintetici con i misti sintetici. Appunto. Claudia è una nuova amica lettrice, eredità modicana della scrittura di viaggio. Certo anche Mauro. E anche Giusy da Udine. E se volete anche Giuseppe, eredità di un'eredità modicana. Claudia però non l'avete vista. Sta partecipando alle letture a distanza e qualche giorno fa ci ha fatto sapere cosa pensa del libro.
Dice che all'inizio non le è piaciuto. Non le piaceva il linguaggio e il tema, le stava antipatica la scrittrice e pure i suoi personaggi, Camelia e Livia. Poi, finito di leggere, sorride, trova che l'autrice sia geniale perché c'è riuscita, a fregarla. Pensa che solo voglia stare scomoda al lettore, dall'inizio alla fine, senza essere simpatica, parlando come deve parlare Camelia che è piena di rabbia e di dolore. Claudia dice che è brava Viola, cavolo se è brava ad utilizzare un linguaggio parlato, attuale, giovane, a volte costruito, a volte immaginifico con le parole giuste. E' brava a far parlare Camelia col lettore, a farlo provocare continuamente, leggendogli nel pensiero le domande, le risposte, i commenti, le critiche. Pungolandolo nella sua posizione comoda, di lettore appunto, ma facendolo entrare a viva forza nello schifo e nell'incubo della depressione, del dolore, dell'incomunicabilità. Della solitudine.
Il tema.
Claudia dice che il tema è tosto e, anche qui, la sconcerta, ma non troppo, la giovane età dell'autrice. La sposa di suo padre è lei, Camelia. E' lei la tradita, la madre è diventata solo la sua rivale. La madre bella, Camelia no. Non è più madre, non è mai stata madre. Riesce ad avere un rapporto con lei, solo nella bruttezza, nei buchi, ma non da figlia, neanche da figlia che si occupa della madre. Il suo rapporto con lei, come quello con Wen o con Jimmy è sempre solo uno specchio di se stessa, di disperata ricerca dell'amore, incontrando solo porte chiuse senza significati espliciti ma sempre rimandati a se stessa: la madre è chiusa nel suo mondo inaccessibile e lontano, Wen non spiega il rifiuto, Jimmy cerca la soddisfazione ad un impulso proprio, usandola come uno strumento.
Claudia ringrazia per l'opportunità di lettura, probabilmente da sola non avrebbe finito di leggere se non avesse avuto un compito da svolgere. Viola ora ha anche questo pregio, di averle fatto dismettere una buona volta i paraocchi e averle dato la spinta a leggere cose diverse, che stimolano sempre molto il pensiero.

2 commenti:

  1. Durante il lavaggio l'oblò tende a scaldarsi.

    RispondiElimina
  2. ..attenzione all'apertura a fine centrifuga, potresti scottarti!! ciao, grazie dell'inserimento nel gidielle e saluti a tutti!

    RispondiElimina